
TOR des Géants 2026
Settembre 7, 2026Tre ragazzi soccorsi e salvati: «Avevamo organizzato l’escursione con l’AI di Gemini»
L’avventura di un gruppo di giovani alpinisti inesperti sul Monte Shasta (4.317 m) in California per poco non finisce in tragedia: l’intelligenza artificiale di Google sbaglia tempi, materiali e difficoltà dell’ascesa
Negli ultimi anni le cronache si sono riempite di episodi di escursionisti che si sono avventurati in alta montagna, privi dell’abbigliamento adatto, spesso del tutto impreparati e a volte costretti a ricorrere al soccorso alpino nel momento in cui la situazione si fa critica. A questo trend, si aggiungono ora l’intelligenza artificiale e i potenziali disastri che accadono se si seguono le indicazioni dei chatbot senza le adeguate verifiche.
È successo nel nord della California, vicino al confine con l’Oregon, dove tre ragazzi, per nulla esperti di montagna ma molto entusiasti, hanno chiesto a Gemini – il chatbot di Google – quale fosse il sentiero più adatto per raggiungere la cima del Monte Shasta, oltre i 4300 metri di altezza nelle Montagne Rocciose. E anche quale fosse l’attrezzatura adeguata, quali i rifornimenti necessari e quanto tempo era necessario per l’ascesa.
Sarebbe dovute essere un’avventura da ricordare per molto tempo. Purtroppo si è messa di mezzo quella che il Rapporto Microsoft e Carnegie Mellon University ha definito «atrofizzazione della muscolatura cognitiva»: un’eccessiva fiducia nell’AI che porta al disimpegno mentale e all’appiattimento della creatività e spesso anche del buonsenso.
Come è andata
Il primo giorno, gli escursionisti si sono avvicinati alla montagna e hanno allestito il campo base a circa 2.560 metri di altitudine. Sono poi partiti verso la vetta alle 3 del mattino con zaini da giornata lasciando le tende montate nel bosco per il ritorno la sera. Il gruppo ha però raggiunto la vetta troppo tardi, intorno alle 19:00, molte ore dopo l’orario di rientro consigliato. Hanno quindi iniziato la discesa al buio, hanno contattato l’ufficio dello sceriffo della Contea di Siskiyou per chiedere indicazioni, si sono allontanati dal sentiero principale e si sono addentrati in un canyon, fino a che uno degli escursionisti è caduto lungo un canalone molto ripido, compromettendo un ginocchio e costringendo il gruppo a trascorrere la notte all’addiaccio. La mattina seguente, per fortuna i ranger del Servizio Forestale li hanno trovati e i volontari del soccorso alpino li hanno aiutati a ritrovare la strada.
Gli errori dell’AI
Le autorità hanno affermato che lo strumento di intelligenza artificiale aveva consigliato agli escursionisti di portare meno cibo e acqua di quanto necessario. E la loro salita, che secondo Gemini doveva durare otto ore, si è trasformata in un’odissea di più giorni, soprattutto dopo che il gruppo ha smarrito il sentiero e si è visto costretto a trascorrere la notte in montagna.
Anche il funzionamento non ottimale dell’app Alltrails – utilizzata dai ragazzi per individuare la traccia del sentiero, ben conosciuta anche in Italia – è stata oggetto di polemiche, anche se è indubitabile che il buon senso avrebbe dovuto quantomeno consigliare agli impreparati escursionisti di scendere in sicurezza, finché c’era ancora abbastanza luce. Da noi interpellati, quelli di Alltrails hanno dichiarato che «le informazioni di AllTrails relative al Monte Shasta lungo il percorso Clear Creek, quello fatto dai ragazzi, lo classificano come «impegnativo», segnalano una copertura di rete sporadica, chiusure stagionali delle strade, un tratto di ghiaione in alta quota e neve che può persistere fino all’estate, e indicano che spesso sono necessari ramponi e una piccozza. I sentieri impegnativi sono destinati ad escursionisti esperti, preparati ad affrontare percorsi fisicamente impegnativi che possono presentare terreni tecnici. La pagina raccomanda inoltre di «effettuare ricerche approfondite prima di affrontare il percorso, un fattore imprescindibile per ogni escursionista prima di qualunque uscita outdoor».
Biasimo e ironia
La comunità dell’outdoor che si incontra sui forum americani specializzati non ha avuto dubbi nel condannare il comportamento degli escursionisti né a ironizzare sulla ignoranza delle regole d’ingaggio della montagna.
C’è chi ha difeso l’uso dell’AI che ha solo parametrato attrezzatura e provviste sulle otto ore di cammino previste, ipotizzando che solo il cattivo stato di forma degli escursionisti li abbia costretti ad impiegarne il doppio. Pare inoltre che, intorno ai 3.900 metri di quota, i ragazzi abbiano incontrato due gruppi di scalatori: uno ha consigliato loro di tornare indietro, l’altro li ha incoraggiati a continuare, confondendo ulteriormente le idee.





